Sì, alla scadenza del contratto a termine hai diritto alla NASpI
Se il tuo contratto a tempo determinato è scaduto e non è stato rinnovato, hai diritto alla NASpI — la disoccupazione INPS — esattamente come un lavoratore licenziato. La condizione fondamentale è aver accumulato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la fine del rapporto di lavoro. La scadenza del contratto conta come "perdita involontaria del lavoro", che è il presupposto chiave per accedere all'indennità. Non devi essere stato licenziato: basta che il contratto sia finito senza che tu lo abbia fatto finire tu per primo.
I requisiti precisi per accedere alla NASpI con un contratto a termine
Per ottenere la NASpI dopo la fine di un contratto a termine devi soddisfare tre requisiti contemporaneamente:
- Perdita involontaria del lavoro: il contratto è scaduto oppure sei stato licenziato (anche per giusta causa, in alcuni casi). Se ti sei dimesso tu, in linea generale non hai diritto alla NASpI — con l'eccezione delle dimissioni per giusta causa.
- 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni: equivale a circa 3 mesi di lavoro. Se hai avuto più contratti a termine con datori diversi, i contributi si sommano.
- Stato di disoccupazione: devi essere effettivamente senza lavoro e disponibile a lavorare. Si formalizza presentando la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al Centro per l'Impiego.
Un dettaglio importante: dal 2022 è stato eliminato il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nell'anno precedente. Conta solo il requisito contributivo delle 13 settimane. Questa semplificazione ha reso più facile l'accesso alla NASpI per chi lavora con contratti brevi o stagionali.
Quanto prendi e per quanto tempo: i numeri concreti
L'importo della NASpI dipende dalla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni. Il calcolo funziona così:
- Se la retribuzione media mensile imponibile è fino a 1.425,21 € (soglia 2025), la NASpI è pari al 75% di quella cifra.
- Se supera quella soglia, si aggiunge il 25% della parte eccedente, fino a un massimo mensile di 1.550,42 € (importo massimo 2025).
Esempio pratico: hai lavorato con un contratto a termine di 6 mesi con uno stipendio mensile lordo di 1.600 €. La tua NASpI di partenza sarà circa: 75% × 1.425,21 € + 25% × (1.600 − 1.425,21) = 1.068,91 € + 43,70 € = circa 1.112 € al mese.
Attenzione: l'importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese (dal quarto mese se hai più di 55 anni). Più aspetti, più l'assegno si assottiglia.
La durata è pari alla metà delle settimane di contributi versate negli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Se hai lavorato 6 mesi (circa 26 settimane), avrai diritto a circa 13 settimane di NASpI — poco più di 3 mesi. Per arrivare ai 24 mesi massimi devi avere almeno 48 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.
Per tutti i dettagli su requisiti, calcolo e procedura, leggi la guida completa: NASpI 2025: Requisiti, Importo e Come Fare Domanda Senza Perdere Diritti.
Come fare domanda: tempi e procedura
La domanda di NASpI si presenta esclusivamente online sul sito INPS (o tramite patronato/CAF) entro 68 giorni dalla fine del contratto. Se presenti la domanda nei primi 8 giorni, la NASpI decorre dal giorno successivo alla fine del contratto. Oltre l'ottavo giorno, decorre dall'ottavo giorno dopo la presentazione della domanda — il che significa che ogni giorno di ritardo è un giorno di indennità persa.
Il percorso pratico in tre passaggi:
- Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID): puoi farla online sul portale ANPAL/MyANPAL o direttamente al Centro per l'Impiego. È il primo passo e va fatto subito.
- Domanda NASpI su INPS: accedi con SPID o CIE al sito inps.it, cerca "NASpI — domanda" e compila il modulo. Avrai bisogno del numero di contratto e dei dati del tuo ultimo datore.
- Patto di servizio personalizzato: entro 30 giorni dalla presentazione della DID devi stipularlo con il Centro per l'Impiego. Se lo salti, rischi la sospensione della NASpI.
Puoi lavorare mentre percepisci la NASpI? Sì, ma con regole precise: se trovi un lavoro dipendente, la NASpI si sospende o si azzera. Se invece fai lavoro autonomo o parasubordinato con reddito annuo sotto gli 8.000 €, la NASpI si riduce proporzionalmente ma non si perde. Comunicare all'INPS entro 30 giorni l'inizio dell'attività è obbligatorio — non farlo può costare la decadenza dell'intera indennità.
Gli errori più comuni da evitare
Chi arriva alla fine di un contratto a termine spesso commette questi errori, che possono costare settimane di indennità:
- Aspettare troppo prima di fare domanda. Il termine di 68 giorni sembra lungo ma scorre in fretta, soprattutto se nel frattempo stai cercando lavoro o aspettando notizie dal vecchio datore. Presenta la domanda entro 8 giorni per non perdere giorni di indennità.
- Non fare la DID prima della domanda NASpI. Tecnicamente la DID è un presupposto: senza di essa la domanda è incompleta.
- Dimettersi prima della scadenza. Se te ne vai tu prima che il contratto finisca, perdi il diritto alla NASpI (salvo giusta causa). Anche un solo giorno di anticipo sulle dimissioni può escluderti. Se stai valutando questa opzione, leggi prima cosa rischi davvero con le dimissioni prima della scadenza.
- Non comunicare redditi da lavoro autonomo. Se fai qualche lavoretto freelance durante la NASpI e non lo dichiari all'INPS, rischi la decadenza totale dell'indennità — non solo la riduzione.
- Confondere i contributi versati con i mesi lavorati. Per la durata della NASpI contano le settimane di contributi, non solo i mesi di contratto. Alcune settimane potrebbero non essere coperte da contribuzione piena (ad esempio, settimane con assenze non retribuite). Verifica il tuo estratto conto INPS prima di fare stime sulla durata.
Domande frequenti su contratto a termine e NASpI
Se ho avuto più contratti a termine con datori diversi, i contributi si sommano per la NASpI?
Sì. Ai fini del requisito delle 13 settimane e del calcolo della durata, tutti i contributi versati nei 4 anni precedenti la fine del contratto si sommano, indipendentemente dal numero di datori di lavoro. Conta la posizione contributiva complessiva, non il singolo rapporto.
Ho un contratto a termine part-time: ho comunque diritto alla NASpI?
Sì, il part-time non esclude la NASpI. L'importo sarà però calcolato sulla retribuzione effettiva (più bassa rispetto al full-time), quindi il sussidio sarà proporzionalmente ridotto. La durata si calcola allo stesso modo, in base alle settimane di contributi.
Quanto tempo passa tra la domanda e il primo pagamento NASpI?
Di norma l'INPS eroga il primo pagamento entro 30-60 giorni dalla presentazione della domanda, ma i tempi possono variare in base al periodo e al volume delle richieste. Il pagamento avviene con accredito mensile in arrears (il mese successivo a quello di maturazione). Per dettagli sui tempi esatti, consulta la guida su NASpI pagamenti: quando arriva e quanto dura.
Se il mio contratto a termine viene prorogato, la NASpI si azzera?
Se accetti la proroga, non hai diritto alla NASpI perché non hai perso il lavoro — il rapporto continua. La NASpI matura solo alla fine definitiva del contratto (o in caso di licenziamento). Una proroga, al contrario, può essere vantaggiosa perché aumenta le settimane di contributi e quindi la durata futura della NASpI.
Posso fare domanda di NASpI se sono ancora in preavviso o in scorrimento del contratto?
La domanda NASpI si presenta dopo la fine effettiva del rapporto di lavoro. Se il contratto prevede un periodo di preavviso retribuito, il termine dei 68 giorni scatta dalla data di fine contratto reale, non dalla comunicazione della mancata proroga. Presenta la domanda appena il contratto è ufficialmente terminato.
Se vuoi capire tutti i diritti che hai durante e dopo un contratto a termine — non solo la NASpI, ma anche TFR, ferie e malattia — la guida di riferimento è Contratto a Tempo Determinato: Tutto Quello che Devi Sapere sui Tuoi Diritti.
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