NASpI 2025: la risposta pratica prima di tutto
Hai perso il lavoro e vuoi sapere se hai diritto alla NASpI nel 2025, quanto riceverai e per quanto tempo. Risposta rapida: se sei stato licenziato (o il tuo contratto a termine è scaduto), hai almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e sei in stato di disoccupazione, hai diritto alla NASpI. L'importo dipende dalla tua retribuzione media: per un lavoratore con uno stipendio netto di circa 1.400 € mensili, l'indennità si aggira intorno a 900-1.000 € al mese nei primi mesi, con una riduzione progressiva del 3% ogni 30 giorni a partire dal quarto mese.
Nel 2025 non ci sono stravolgimenti normativi rispetto all'impianto base della NASpI, ma alcune soglie e massimali INPS sono stati aggiornati. Questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere per non perdere un euro, partendo dalla domanda più concreta: a me quanto spetta?
Chi ha diritto alla NASpI 2025: i requisiti in chiaro

Prima di calcolare qualsiasi importo, è fondamentale verificare di avere i tre requisiti richiesti dalla legge. Se anche uno solo manca, la domanda viene respinta e non si riceve nulla.
Requisito 1 — Perdita involontaria del lavoro
La NASpI spetta a chi perde il lavoro senza averlo scelto volontariamente. Rientrano in questa categoria:
- Licenziamento individuale (per qualsiasi causale: giustificato motivo oggettivo, soggettivo, giusta causa)
- Scadenza di un contratto a tempo determinato — se stai valutando le implicazioni di dimetterti prima della scadenza, leggi anche cosa rischi con le dimissioni da un contratto a termine prima della scadenza
- Risoluzione consensuale in sede protetta (conciliazione in Ispettorato del Lavoro o in sede sindacale)
- Dimissioni per giusta causa (es. mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato)
- Dimissioni durante il periodo tutelato di maternità/paternità
Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI. È uno degli errori più costosi che si possano fare: dimettersi senza valutare le alternative significa perdere mesi di indennità. Se stai pensando di lasciare il lavoro, leggi prima la guida completa sulle dimissioni volontarie per capire cosa ti spetterebbe e cosa no.
Requisito 2 — Contributi versati: le 13 settimane
Devi aver versato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la fine del rapporto di lavoro. Ogni settimana lavorata conta, anche se distribuita su più contratti o datori diversi. Non esiste più il requisito delle 30 giornate lavorative nell'ultimo anno (abolito nel 2022): bastano le 13 settimane nel quadriennio.
Requisito 3 — Stato di disoccupazione
Devi essere formalmente disoccupato: niente altri rapporti di lavoro subordinato in corso, reddito da lavoro autonomo (se presente) entro i limiti di legge (nel 2025 il tetto è 8.174 € annui). Se superi questa soglia lavorando come autonomo durante la NASpI, l'indennità si sospende o si riduce.
Quanto vale la NASpI 2025: il calcolo con un esempio reale
La formula di calcolo non è complicatissima, ma richiede un po' di attenzione. Ecco come funziona.
La base di calcolo: la retribuzione media mensile
L'INPS prende la retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni (inclusi i mesi non lavorati), la divide per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplica per 4,33. Il risultato è la tua retribuzione media mensile di riferimento.
L'aliquota: 75% fino alla soglia, 25% sopra
Sul salario medio mensile si applica il 75% fino a una soglia che nel 2025 è pari a circa 1.352,19 €. Sulla parte eccedente si aggiunge il 25%. In ogni caso, l'importo massimo erogabile nel 2025 è di 1.550,42 € mensili (massimale INPS aggiornato).
Esempio numerico concreto
Prendiamo Marco, 34 anni, licenziato con stipendio lordo mensile di 1.800 €, retribuzione media mensile ai fini NASpI di circa 1.600 €:
| Componente | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| 75% su soglia (1.352,19 €) | 1.352,19 × 75% | 1.014,14 € |
| 25% sulla parte eccedente (247,81 €) | 247,81 × 25% | 61,95 € |
| NASpI lorda mensile iniziale | ~1.076 € |
A partire dal quarto mese, questo importo si riduce del 3% ogni 30 giorni. Dopo 6 mesi Marco riceverà circa 970 €, dopo 12 mesi circa 820 €. Non è una penalizzazione punitiva: è un meccanismo progettato per incentivare la ricerca attiva di lavoro.
Per quanto tempo dura la NASpI nel 2025
La durata è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, con un tetto massimo di 24 mesi.
In pratica:
- Se hai lavorato continuativamente per 4 anni (208 settimane), hai diritto a 104 settimane = 24 mesi (il massimo)
- Se hai lavorato 2 anni (104 settimane), hai diritto a 52 settimane = 12 mesi
- Se hai solo le settimane minime (13), hai diritto a circa 6-7 settimane
Un dettaglio spesso sottovalutato: se durante la NASpI inizi un lavoro dipendente part-time, l'indennità si sospende ma non si perde — riprende alla fine di quel contratto, a patto che non siano superati i limiti di reddito. Se invece superi il tetto con lavoro autonomo, la situazione cambia: occorre comunicarlo all'INPS entro 30 giorni per evitare indebiti da restituire.
Come fare domanda NASpI 2025: procedura e scadenze

La domanda si presenta esclusivamente online all'INPS (tramite il portale INPS con SPID/CIE, tramite patronato o CAF). Non esiste più il canale cartaceo.
Entro quando presentare la domanda
Il termine è 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Se lo rispetti, la decorrenza parte dall'ottavo giorno dalla cessazione (o dal giorno successivo alla fine del periodo di mancato preavviso, se il preavviso non è stato lavorato). Se presenti la domanda in ritardo, perdi i giorni trascorsi tra l'ottavo giorno e la data effettiva di presentazione. Ogni giorno di ritardo è un giorno di indennità perso definitivamente.
Documenti e dati che ti servono
- SPID o CIE (carta d'identità elettronica) per accedere al portale INPS
- IBAN del conto corrente o libretto postale intestato a te
- Dati del contratto cessato (data fine, tipo di cessazione)
- Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) — si fa contestualmente alla domanda NASpI sul portale INPS o tramite Centro per l'Impiego
Cosa succede dopo: i pagamenti
Il primo accredito arriva mediamente entro 30-60 giorni dalla presentazione della domanda. Per capire esattamente quando aspettarti il primo bonifico, come vengono calcolati gli arretrati e cosa fare se il pagamento non arriva, ti consiglio di leggere la guida dedicata: NASpI pagamenti: quando arriva, quanto dura e come non perdere un euro.
NASpI 2025 e lavoro: cosa puoi fare senza perderla
Molti credono che durante la NASpI non si possa lavorare per niente. Non è così, ma ci sono regole precise da rispettare.
- Lavoro autonomo occasionale fino a 8.174 € annui: la NASpI si riduce (non si azzera) in proporzione ai compensi dichiarati. Va comunicato all'INPS entro 30 giorni dall'inizio.
- Lavoro dipendente a tempo indeterminato: la NASpI si azzera definitivamente.
- Lavoro dipendente a termine o part-time: la NASpI si sospende automaticamente durante il contratto (se il reddito supera 8.174 €) e riprende alla fine.
- Incentivo all'autoimprenditorialità: puoi chiedere la liquidazione anticipata in un'unica soluzione se avvii un'attività autonoma o una cooperativa. Una scelta irreversibile: valutala con attenzione.
Gli errori più comuni da evitare nel 2025
Dopo anni di domande e dubbi dei lavoratori, questi sono gli sbagli che costano di più:
- Presentare la domanda oltre i 68 giorni: si perdono i giorni di ritardo, punto.
- Non fare la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità): senza di essa la domanda è incompleta e il pagamento si blocca.
- Dimettersi volontariamente pensando di avere lo stesso diritto: non è così, salvo le eccezioni elencate sopra.
- Non comunicare un reddito da lavoro autonomo: l'INPS incrocia i dati fiscali e può chiedere la restituzione di quanto percepito indebitamente, con sanzioni.
- Confondere la NASpI con la Dis-Coll (per collaboratori e co.co.co.): sono strumenti diversi, con regole diverse.
NASpI e TFR: cosa succede alla fine del rapporto

La NASpI non è l'unico diritto che matura alla fine del rapporto. Insieme all'indennità di disoccupazione, ti spettano anche le ferie non godute, i ratei di tredicesima/quattordicesima, i permessi non fruiti e soprattutto il TFR accumulato in tutti gli anni di servizio. Se non hai mai capito come funziona questa voce in busta paga, la guida su come si calcola il rateo TFR mensile chiarisce tutto con un esempio concreto sul cedolino.
Vuoi tenere tutto sotto controllo?
La NASpI è uno dei momenti in cui i diritti del lavoratore sono più a rischio di scivolarsela via per una scadenza sbagliata o un dato dichiarato male. Se vuoi essere sicuro di non perdere nulla — dall'importo corretto ai pagamenti puntuali — la risorsa più completa è la guida dedicata ai pagamenti NASpI: NASpI Pagamenti: Quando Arriva, Quanto Dura e Come Non Perdere un Euro.
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