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Congedo Parentale Padre: Giorni, Retribuzione e Come Richiederlo

admin 8 min di lettura
Congedo Parentale Padre: Giorni, Retribuzione e Come Richiederlo

Cosa spetta davvero al padre: la risposta diretta

Se stai cercando quanti giorni di congedo parentale spettano al padre e quanto ti pagano durante quel periodo, ecco la risposta in poche righe: come padre lavoratore dipendente hai diritto a un massimo di 6 mesi di congedo parentale, elevabili a 7 se ne fruisci almeno 3 (quota non trasferibile alla madre). Sommando le quote di entrambi i genitori, il tetto complessivo è di 11 mesi. Questo congedo è distinto — e va usato separatamente — dai 10 giorni di congedo di paternità obbligatorio, che è un istituto diverso, con regole e retribuzione proprie.

In termini economici: durante il congedo parentale del padre, l'INPS riconosce un'indennità pari al 80% della retribuzione per i primi tre mesi (se fruiti entro i 6 anni del figlio), al 30% per i mesi successivi fino ai 12 anni del bambino. Il resto, nella maggior parte dei casi, non lo paga nessuno. Conoscere queste cifre prima di pianificare il congedo fa la differenza tra una scelta serena e una sorpresa in busta paga.


Congedo di paternità obbligatorio e congedo parentale: non confonderli

È il primo errore che fanno quasi tutti. Esistono due istituti separati per il padre, con tempistiche, durata e retribuzioni completamente diverse:

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Istituto Durata Retribuzione Scadenza per usarlo
Congedo di paternità obbligatorio 10 giorni 100% a carico INPS Entro 5 mesi dalla nascita
Congedo parentale (quota padre) Fino a 6 mesi (7 se ne usa ≥3) 80% (primi 3 mesi) / 30% (mesi successivi) Entro i 12 anni del figlio

Il congedo di paternità obbligatorio va comunicato al datore con almeno 5 giorni di anticipo e può essere fruito anche in modo non consecutivo, a giornate. Il congedo parentale ha invece un preavviso minimo di 5 giorni per periodi continuativi (o anche meno se il CCNL lo prevede) e può essere frazionato in ore, se il contratto collettivo applicato lo consente.

Se non sai con certezza quali sono i tuoi diritti complessivi come genitore — inclusa la quota della madre — trovi tutto spiegato nella guida completa al congedo parentale, che copre entrambe le figure genitoriali, le regole post D.Lgs. 105/2022 e la procedura INPS passo passo.


Quanto prende il padre durante il congedo parentale: i numeri reali

Facciamo un esempio concreto, che vale più di qualsiasi spiegazione teorica.

Marco è un impiegato del settore privato con una retribuzione lorda mensile di 2.000 euro. Decide di prendere 3 mesi di congedo parentale entro i 6 anni del figlio.

  • Indennità INPS: 80% di 2.000 € = 1.600 € lordi/mese
  • Per 3 mesi: 4.800 € lordi totali
  • Su questa somma si paga l'IRPEF normalmente: il netto effettivo dipende dallo scaglione fiscale di Marco, ma in linea di massima riceverà circa 1.200-1.300 € netti al mese.

Se Marco decidesse invece di prendere un quarto mese (ancora entro i 6 anni), quell'ulteriore mese sarebbe indennizzato al 30%: 600 € lordi, circa 450-480 € netti. Una differenza sostanziale che è bene preventivare.

Attenzione alla busta paga: l'indennità INPS viene di solito anticipata dal datore di lavoro e poi conguagliata. Se durante il congedo noti delle voci che non tornano, la guida alla lettura della busta paga ti aiuta a capire esattamente cosa significano le singole voci del cedolino.


La quota di 3 mesi non trasferibile: perché conviene usarla

Dal 2022, con il recepimento della Direttiva UE 2019/1158 tramite il D.Lgs. 105/2022, il padre ha acquisito una quota di congedo parentale che non può essere ceduta alla madre: 3 mesi. Se il padre non li usa, quei mesi semplicemente si perdono — la madre non può recuperarli.

In più, usare questi 3 mesi ha un effetto concreto sul totale familiare: porta il massimale complessivo da 6 a 7 mesi per il padre (e quindi il totale famiglia da 10 a 11 mesi). Non è un dettaglio di poco conto.

La logica è semplice: il legislatore vuole incentivare la presenza attiva del padre nella cura del figlio, non solo sulla carta. Da un punto di vista pratico, significa che pianificare il congedo del padre non è più una scelta residuale da fare "se avanza qualcosa" — è una voce con un peso economico e giuridico autonomo.


Come si richiede: la procedura passo passo

Ecco come funziona nella pratica, senza giri di parole:

1. Comunica al datore di lavoro

Devi avvisare il datore con almeno 5 giorni di anticipo (il CCNL può prevedere termini diversi, di solito non più brevi). La comunicazione può avvenire per email o con lettera scritta. Indica: data di inizio, data di fine presunta e se intendi frazionare il periodo.

2. Presenta la domanda all'INPS

La domanda si presenta online tramite il sito INPS (servizio "Congedo parentale per il padre lavoratore dipendente"), con SPID o CIE. In alternativa puoi rivolgerti a un CAF o a un patronato. L'INPS non la presenta per te: se dimentichi questo passaggio, rischi di non ricevere l'indennità o di riceverla in ritardo.

3. Attendi la liquidazione

Nella maggior parte dei casi il datore anticipa l'indennità in busta paga e poi recupera il rimborso dall'INPS. In alcuni settori (es. agricoltura, lavoratori a domicilio) l'INPS paga direttamente. Chiedi all'ufficio HR come funziona nella tua azienda prima di partire.

4. Conserva tutta la documentazione

Tieni copia della tua comunicazione al datore, della ricevuta INPS e di ogni busta paga ricevuta durante il periodo. In caso di contestazioni future, questi documenti sono la tua tutela.


Congedo parentale e lavoro pubblico: stesse regole o no?

Per i dipendenti pubblici le regole generali sul congedo parentale del padre sono le stesse del privato (D.Lgs. 151/2001), ma possono esserci differenze nei CCNL di comparto riguardo a integrazioni economiche. Alcuni contratti collettivi del pubblico impiego, ad esempio, prevedono periodi di congedo a retribuzione piena o ridotta in misura più favorevole rispetto al minimo di legge.

Se sei un dipendente pubblico o nella scuola, verifica sempre il tuo CCNL di riferimento prima di pianificare il congedo: le differenze rispetto al minimo di legge possono essere significative.


Gli errori più comuni (e come evitarli)

  • Confondere il congedo di paternità obbligatorio con il congedo parentale. Sono due istituti diversi: usare uno non esaurisce l'altro.
  • Non presentare la domanda INPS. La comunicazione al datore non sostituisce la domanda INPS. Senza domanda, l'indennità non parte.
  • Aspettare troppo. Il congedo parentale si può usare entro i 12 anni del figlio, ma la quota più favorevole (80%) si applica solo entro i 6 anni. Rimandare ha un costo economico reale.
  • Non verificare il CCNL. Alcune categorie hanno integrazioni contrattuali che portano l'indennità al 100% per una parte del periodo. Non saperlo significa lasciare soldi sul tavolo.
  • Frazionare senza controllare il contratto. La frazionabilità oraria non è automatica: dipende dal CCNL applicato. Verifica prima di accordarti col datore.

Tutto quello che devi sapere prima di fare la domanda

Il congedo parentale del padre è un diritto concreto, con numeri precisi e una procedura definita. Non è un favore che si chiede al datore di lavoro: è un percorso regolato dalla legge che, se pianificato correttamente, ti permette di stare con tuo figlio senza rinunciare alla copertura previdenziale e con una parte dello stipendio garantita.

La chiave è conoscere le scadenze, non trascurare la domanda INPS e — soprattutto — non confondere i diversi istituti tra loro. Se vuoi approfondire ogni aspetto — dalle regole per la madre alla procedura completa di richiesta — la guida completa al congedo parentale è il punto di partenza più utile.

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Domande frequenti sul congedo parentale del padre

Quanti giorni di congedo parentale spettano al padre?

Al padre lavoratore dipendente spettano fino a 6 mesi di congedo parentale, elevabili a 7 se ne fruisce almeno 3 (quota non cedibile alla madre). In aggiunta, spettano 10 giorni di congedo di paternità obbligatorio, da usare entro 5 mesi dalla nascita.

Il congedo parentale del padre è retribuito al 100%?

No. L'INPS riconosce l'80% della retribuzione per i primi tre mesi fruiti entro i 6 anni del figlio, e il 30% per i mesi successivi fino ai 12 anni. Alcuni CCNL prevedono integrazioni contrattuali che aumentano la percentuale: verifica il tuo contratto collettivo.

Il padre può prendere il congedo parentale mentre la madre lavora?

Sì. Il congedo parentale del padre è indipendente da quello della madre: entrambi possono fruirne contemporaneamente o in modo alternato. Le quote sono personali e non si sottraggono reciprocamente (salvo il tetto massimo complessivo di 11 mesi tra entrambi i genitori).

Come si fa la domanda per il congedo parentale del padre?

Si presentano due comunicazioni distinte: una al datore di lavoro (almeno 5 giorni prima, salvo diversi termini nel CCNL) e una domanda telematica all'INPS tramite il sito ufficiale con SPID o CIE, oppure tramite CAF o patronato. Senza la domanda INPS l'indennità non viene erogata.

Il congedo parentale del padre vale anche nel settore pubblico?

Sì, la normativa di base (D.Lgs. 151/2001 e successive modifiche) si applica sia al settore privato sia al pubblico impiego. I CCNL di comparto possono prevedere condizioni economiche migliorative: in alcuni contratti pubblici, ad esempio, una parte del congedo è retribuita a percentuale più alta rispetto al minimo di legge.

Per approfondire, leggi anche: Congedi, maternità, paternità e permessi 104.

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