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Congedo Parentale all’80%: Quando Spetta, Quanto Dura e Come Calcolarlo

admin 14 min di lettura
Congedo Parentale all'80%: Quando Spetta, Quanto Dura e Come Calcolarlo

Cos'è l'indennità al 80% nel congedo parentale (e da quando esiste)

Il congedo parentale all'80% è un'indennità economica riconosciuta ai genitori lavoratori dipendenti che si astengono dal lavoro per accudire il figlio nei primi anni di vita. Fino al 2022, il congedo parentale era retribuito al 30% della retribuzione per la maggior parte del periodo. La riforma introdotta dal D.Lgs. 105/2022 — attuativo della Direttiva europea Work-Life Balance — ha alzato questa quota all'80% per un mese aggiuntivo, portando a due i mesi complessivi retribuiti a quella percentuale a partire dal 2024.

In sintesi rapida, utile come risposta diretta: ogni genitore lavoratore dipendente ha diritto a un mese di congedo parentale retribuito all'80% della retribuzione, fruibile entro i sei anni di vita del figlio (o entro sei anni dall'ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento). Dal 2024, questo mese è diventato due — uno per ciascun genitore, non trasferibile all'altro — per un massimo di due mesi totali al 80% per nucleo familiare. Il resto del periodo di congedo parentale spettante (fino a un massimo di 10 mesi tra i due genitori, 11 se il padre ne fruisce almeno 3) resta retribuito al 30% fino ai 12 anni del figlio, oppure non retribuito.

Chi ha diritto al congedo parentale all'80%: lavoratori dipendenti privati e pubblici

Chi ha diritto al congedo parentale all'80%: lavoratori dipendenti privati e pubblici

La platea dei beneficiari è ampia ma con confini precisi. Hanno diritto al congedo parentale all'80% i lavoratori dipendenti — sia del settore privato sia del pubblico impiego — in presenza di un rapporto di lavoro subordinato attivo al momento della fruizione.

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Rientrano nella categoria:

  • Dipendenti di aziende private, indipendentemente dalla dimensione o dal CCNL applicato
  • Dipendenti della pubblica amministrazione e del comparto scuola
  • Lavoratori con contratto a tempo determinato (purché il rapporto sia ancora in corso durante il congedo)
  • Lavoratori in part-time (l'indennità si calcola sulla retribuzione effettiva part-time)
  • Lavoratori in somministrazione (tramite agenzia)

Non hanno diritto al congedo parentale INPS all'80% i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, che seguono regimi distinti gestiti dalle rispettive casse previdenziali.

Un punto che crea spesso confusione: il diritto al congedo parentale non dipende dalla modalità di parto o adozione — spetta allo stesso modo anche in caso di contratto a tempo determinato e maternità, a condizione che il rapporto di lavoro sia in corso durante i giorni di congedo richiesti.

Quanti mesi spettano all'80%: la struttura aggiornata al 2024-2025

La struttura del congedo parentale oggi — dopo le modifiche degli ultimi anni — è questa:

Il mese all'80% individuale (non cedibile)

Dal 2023 è stato introdotto un primo mese aggiuntivo all'80% per uno dei due genitori. Dal 1° gennaio 2024, questo beneficio è stato esteso a entrambi: ciascun genitore ha diritto a un mese retribuito all'80%, da utilizzare in modo autonomo e non cedibile all'altro genitore. Se un genitore non lo utilizza, è perso: non si somma ai mesi dell'altro.

Il resto del congedo parentale

Oltre ai mesi all'80%, i genitori lavoratori dipendenti possono fruire di ulteriori periodi di congedo parentale, così strutturati:

  • Fino a 9 mesi complessivi tra i due genitori (più l'eventuale mese aggiuntivo del padre che porta il totale a 10 o 11 mesi), retribuiti al 30% della retribuzione media giornaliera, fruibili fino ai 12 anni di vita del figlio
  • Ulteriori periodi non retribuiti, fino al limite massimo individuale (6 mesi per la madre, 7 per il padre, con un massimo di 10 mesi tra entrambi)

Il congedo si può fruire anche a ore anziché a giornate intere: una flessibilità importante per chi vuole gestire il rientro al lavoro gradualmente. Per approfondire questa modalità specifica, la guida sul congedo parentale a ore spiega come funziona il calcolo orario e la procedura di richiesta.

Come si calcola l'indennità all'80%: la base di calcolo e un esempio concreto

Come si calcola l'indennità all'80%: la base di calcolo e un esempio concreto

L'indennità di congedo parentale — sia quella all'80% sia quella al 30% — viene calcolata sulla retribuzione media giornaliera, che l'INPS determina dividendo la retribuzione imponibile previdenziale del mese precedente per il numero di giorni lavorativi (o di calendario, a seconda del regime contrattuale).

Il calcolo passo per passo

  1. Si prende la retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali del mese immediatamente precedente l'inizio del congedo
  2. Si divide per il divisore contrattuale (tipicamente 26 per i contratti 5 giorni su 7, oppure 30 per i contratti con divisore mensile fisso)
  3. Si moltiplica per il numero di giorni di congedo fruiti
  4. Si applica la percentuale: 80% per il mese aggiuntivo, 30% per i periodi ordinari

Esempio numerico

Un dipendente con una retribuzione mensile lorda imponibile di 2.000 € e divisore contrattuale 26:

  • Retribuzione media giornaliera: 2.000 ÷ 26 = 76,92 €/giorno
  • Indennità giornaliera al 80%: 76,92 × 80% = 61,54 €/giorno
  • Indennità giornaliera al 30%: 76,92 × 30% = 23,08 €/giorno
  • Per 22 giorni lavorativi al 80%: 61,54 × 22 = circa 1.354 €

A questa indennità erogata dall'INPS si aggiunge l'eventuale integrazione del datore di lavoro prevista dal CCNL applicato: alcuni contratti (es. il CCNL Metalmeccanici, il CCNL Commercio) prevedono un'integrazione che porta la retribuzione complessiva durante il congedo a livelli più alti del minimo INPS. Verificare il proprio CCNL è sempre il primo passo concreto da fare.

Il ruolo del CCNL: quando il contratto collettivo migliora il minimo legale

La legge fissa il minimo: il 80% per il mese aggiuntivo, il 30% per il resto. Ma molti contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) prevedono condizioni migliorative, che si sommano o sostituiscono il trattamento legale.

Esempi concreti:

  • CCNL Metalmeccanici Industria (FIM-FIOM-UILM): integrazione al 100% per i primi 30 giorni di congedo parentale del genitore (di norma la madre, ma anche il padre)
  • CCNL Commercio (Confcommercio): integrazione del trattamento INPS fino al 100% per un periodo variabile stabilito dalla contrattazione aziendale
  • Comparto Scuola e Pubblico Impiego: il CCNL di comparto prevede spesso il mantenimento del 100% della retribuzione per i primi 30 giorni di congedo parentale nell'arco dell'intera vita lavorativa

Il punto pratico: prima di pianificare il congedo, leggi attentamente la sezione "congedo parentale" del tuo CCNL. Se non sai quale CCNL si applica al tuo contratto, controllalo sulla tua busta paga — è indicato in ogni cedolino nella sezione intestazione o nelle note generali.

Come richiedere il congedo parentale all'80%: procedura INPS e comunicazione al datore

La procedura è relativamente semplice, ma gli errori di timing possono costare giorni di indennità non percepita. Ecco i passaggi in ordine cronologico.

1. Comunicazione al datore di lavoro

Non esiste un termine minimo legale obbligatorio per preavvisare il datore di lavoro per il congedo parentale (a differenza dell'astensione obbligatoria di maternità). Tuttavia, la prassi corretta — e spesso richiesta dai CCNL — è di avvisare il datore con almeno 5 giorni di anticipo per la fruizione a giornate, e con anticipo maggiore per periodi lunghi. Alcune aziende richiedono moduli interni: verificalo con l'ufficio HR.

2. Domanda all'INPS

La domanda di congedo parentale si presenta telematicamente all'INPS tramite:

  • Il portale MyINPS (con SPID, CIE o CNS)
  • Il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164164 da cellulare)
  • Un patronato o CAF abilitato

La domanda può essere presentata anche a congedo già iniziato, ma è fortemente consigliato presentarla prima o contestualmente all'inizio del periodo, per evitare ritardi nel pagamento dell'indennità. L'INPS non eroga l'indennità retroattivamente oltre certi limiti di prescrizione (in genere 1 anno dal termine del congedo).

3. Modalità di pagamento

Nella maggior parte delle aziende private il congedo parentale è gestito in conguaglio sulla busta paga: il datore anticipa l'indennità INPS al dipendente e poi la recupera dall'INPS nei mesi successivi. In alcune casistiche (es. aziende in difficoltà o con meno di 15 dipendenti) l'INPS può pagare direttamente. Verificalo con il tuo ufficio paghe o HR.

Congedo parentale all'80% e contributi previdenziali: cosa matura durante l'assenza

Congedo parentale all'80% e contributi previdenziali: cosa matura durante l'assenza

Durante il congedo parentale — sia quello all'80% sia quello al 30% — maturano i contributi previdenziali figurativi, accreditati automaticamente dall'INPS sulla posizione assicurativa del lavoratore. Questo significa che il periodo di congedo parentale conta ai fini della pensione, anche se non lavori e non percepisci l'intera retribuzione.

Matura anche il TFR (trattamento di fine rapporto): il congedo parentale è considerato periodo lavorativo a tutti gli effetti per il calcolo del TFR, che viene accantonato sulla retribuzione teorica piena (non sull'indennità ridotta).

Maturano invece in modo proporzionale:

  • Ferie: maturano normalmente durante i periodi di congedo parentale (il congedo non "brucia" le ferie)
  • 13ª e 14ª mensilità: maturano proporzionalmente ai mesi lavorati/in congedo, secondo le regole del CCNL
  • Ratei di permessi ROL: dipende dal CCNL — verifica se il tuo contratto prevede la maturazione piena o proporzionale durante il congedo

Congedo parentale all'80% per il padre: le regole specifiche

Un capitolo a sé merita il congedo parentale per il padre lavoratore dipendente, perché esistono alcune differenze rispetto alla madre che generano confusione.

Il padre ha diritto, in aggiunta al congedo parentale ordinario:

  • 10 giorni di congedo obbligatorio di paternità (retribuiti al 100% dall'INPS), da fruire entro i 5 mesi dalla nascita del figlio — non confonderli con il congedo parentale
  • 1 giorno di congedo facoltativo di paternità (in alternativa a un giorno della madre)
  • Il mese di congedo parentale all'80% introdotto dalla riforma 2024, non cedibile alla madre

Il padre può fruire del congedo parentale (anche del mese all'80%) contemporaneamente alla madre o in periodi separati, purché non si sovrappongano per lo stesso tipo di beneficio. Non è necessario che la madre sia anch'essa in congedo per il padre per fruirne.

Per i padri che si occupano interamente del figlio (es. in caso di abbandono del figlio da parte della madre, o di morte della madre), esistono regole estensive che attribuiscono al padre l'intero periodo spettante alla madre: in questi casi è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato per la gestione della pratica.

Errori comuni che fanno perdere l'indennità (e come evitarli)

Errori comuni che fanno perdere l'indennità (e come evitarli)

Dal punto di vista operativo, esistono alcune trappole ricorrenti che — nella pratica — fanno perdere giorni o mesi di indennità a lavoratori che avrebbero pieno diritto a percepirla.

  • Presentare la domanda INPS troppo tardi: la domanda va presentata prima o subito dopo l'inizio del congedo. Presentarla settimane dopo non preclude il diritto, ma può generare ritardi nel pagamento e complicazioni burocratiche.
  • Non verificare il CCNL: molti lavoratori percepiscono solo l'indennità INPS al 30% o 80% senza sapere che il loro CCNL prevede un'integrazione aggiuntiva. Il risultato è che lasciano sul tavolo denaro a cui avrebbero diritto.
  • Confondere il congedo parentale con la malattia del figlio: i permessi per malattia del figlio (fino a 3 anni: illimitati al 30%; da 3 a 8 anni: 5 giorni/anno) sono istituti diversi dal congedo parentale e seguono regole e procedura distinte.
  • Non comunicare tempestivamente al datore di lavoro: anche se non c'è un termine legale rigido, avvisare il giorno prima è una fonte di attrito con il datore e può complicare la gestione burocratica interna.
  • Credere che il mese all'80% si possa cedere all'altro genitore: non è così. Se il padre non lo usa, si perde. Se la madre lo usa tutto, il padre non può "recuperare" quello della madre.
  • Non sapere che il congedo parentale è frazionabile a ore: molti lavoratori pensano di dover stare a casa intere giornate, rinunciando quindi al beneficio per compatibilità con il lavoro. La fruizione a ore del congedo parentale è invece pienamente possibile, salvo diversa previsione del CCNL.

Congedo parentale all'80% e NASpI: cosa succede se perdi il lavoro durante o dopo il congedo

È uno scenario reale: si è in congedo parentale e il rapporto di lavoro cessa (licenziamento, fine del contratto a termine, accordo). Cosa succede all'indennità?

Se il rapporto cessa durante il congedo, l'indennità INPS si interrompe alla data di cessazione del rapporto. Non si percepisce il congedo parentale se non si è dipendenti.

Dopo la cessazione, se si maturano i requisiti contributivi, si può presentare domanda di NASpI (indennità di disoccupazione). Il periodo di congedo parentale fruito prima della cessazione conta come periodo lavorativo ai fini del calcolo della NASpI. Per capire come interagiscono NASpI e congedi, la guida su NASpI e maternità offre un quadro completo delle interazioni tra i due istituti, applicabile per analogia anche al congedo parentale.

Un caso specifico: se si ha un contratto a tempo determinato e il contratto scade durante il congedo parentale, l'INPS interrompe l'indennità di congedo alla scadenza del contratto. Il lavoratore può poi accedere alla NASpI se ha i requisiti, indipendentemente dal fatto che fosse in congedo.

Congedo parentale all'80% nel pubblico impiego e nella scuola: differenze da sapere

Congedo parentale all'80% nel pubblico impiego e nella scuola: differenze da sapere

Le regole di base (D.Lgs. 105/2022) si applicano anche ai dipendenti pubblici, ma esistono alcune differenze operative rilevanti.

Pubblico impiego (CCNL comparto Funzioni Centrali, Enti Locali, Sanità)

I CCNL del pubblico impiego prevedono generalmente un'integrazione del trattamento economico durante i primi 30 giorni di congedo parentale nell'arco di tutta la vita lavorativa del dipendente, portando la retribuzione al 100% per quel primo mese. Superato questo periodo, si applica il trattamento legale (80% per il mese aggiuntivo introdotto dalla riforma, 30% per gli ulteriori periodi).

Comparto Scuola

Per i docenti e il personale ATA, le regole del congedo parentale si applicano analogamente, ma esistono specificità legate alla natura dell'anno scolastico. In particolare:

  • Il congedo parentale non si "accumula" né si sposta automaticamente sull'anno scolastico successivo
  • Le supplenze brevi e saltuarie seguono regole proprie per i requisiti di accesso al congedo
  • Il personale con contratto a tempo determinato nella scuola (supplenze) ha diritto al congedo solo per i giorni in cui il contratto è in essere

Se sei dipendente pubblico o lavori nella scuola e stai valutando come pianificare il congedo parentale, è utile confrontarti con il tuo ufficio del personale o con un sindacato di categoria per applicare correttamente il CCNL di comparto.

Domande frequenti sul congedo parentale all'80%

Il congedo parentale all'80% si applica anche alle adozioni?

Sì. Il congedo parentale all'80% spetta anche in caso di adozione e affidamento preadottivo. Il periodo decorre dall'ingresso del minore in famiglia (non dalla nascita) e i termini di fruizione si calcolano da quella data.

Posso fruire del mese all'80% in modo frazionato, non tutto in una volta?

Sì, il mese di congedo parentale all'80% può essere fruito in modo frazionato — a settimane o a giorni — purché non si superi il limite complessivo di un mese (circa 22 giorni lavorativi o 30 giorni di calendario, a seconda del regime). La fruizione a ore è possibile se il CCNL lo consente.

L'80% si calcola sul lordo o sul netto?

L'80% si calcola sulla retribuzione lorda media giornaliera, che comprende la retribuzione base e, di norma, le mensilità aggiuntive in quota giornaliera. L'indennità INPS è poi soggetta a tassazione IRPEF (è reddito da lavoro dipendente) e a ritenuta previdenziale, quindi il netto percepito è inferiore all'80% lordo.

Le norme cambiano spesso: questa guida è aggiornata?

Questa pagina è aggiornata alle disposizioni del D.Lgs. 105/2022 e alle successive circolari INPS, inclusa l'estensione del secondo mese all'80% dal 1° gennaio 2024. Ogni modifica normativa rilevante viene aggiornata nella guida: la data di ultima revisione è visibile in fondo alla pagina. Per casi specifici e complessi, un patronato o un consulente del lavoro resta il riferimento più sicuro.

Il mio caso è complicato: lavoro part-time e ho un contratto a termine. Posso comunque avere l'80%?

Sì, puoi. Il lavoro part-time non esclude dal diritto al congedo parentale all'80%: l'indennità si calcola sulla tua retribuzione effettiva (quella part-time). Per il contratto a termine, hai diritto al congedo per i giorni in cui il contratto è in essere: se scade prima della fine del congedo, l'indennità si interrompe alla data di scadenza.

Cosa succede se il datore di lavoro non mi riconosce il mese all'80%?

Se il datore gestisce il congedo in conguaglio (il caso più comune), l'indennità INPS ti spetta comunque: il datore la anticipa e poi la recupera dall'INPS. Se riscontri problemi o il datore non anticipa l'indennità, puoi richiedere all'INPS il pagamento diretto (modalità prevista per aziende in difficoltà o su richiesta motivata). In caso di diniego ingiustificato, ci si può rivolgere all'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Il congedo parentale all'80% è compatibile con lo smart working?

No. Il congedo parentale — incluso quello all'80% — e lo smart working sono istituti incompatibili: durante i giorni di congedo il lavoratore è formalmente assente dal lavoro. Non si può essere in congedo parentale e contemporaneamente lavorare da remoto per lo stesso datore.

Devo avvisare l'INPS prima o posso fare la domanda dopo?

Puoi presentare la domanda anche a congedo già iniziato, ma è fortemente consigliato presentarla prima o al massimo nelle prime giornate del congedo. La domanda tardiva non fa perdere il diritto, ma può generare ritardi nel pagamento e richiede di indicare date retroattive, il che può generare verifiche aggiuntive da parte dell'INPS.


Il congedo parentale all'80% è uno degli strumenti più concreti a disposizione dei genitori lavoratori per gestire i primi mesi di vita del figlio senza rinunciare interamente alla retribuzione. Conoscere esattamente cosa spetta — e come richiederlo nei tempi giusti — fa la differenza tra percepire l'indennità piena e lasciare sul tavolo settimane di contributi a cui si ha diritto.

Se stai pianificando un congedo, ti stai interrogando sui tuoi diritti durante la maternità o vuoi capire come si intrecciano congedi, permessi e tutele per chi assiste un familiare, trovi tutti gli approfondimenti tematici nella sezione dedicata ai congedi, maternità, paternità e permessi 104: guide pratiche, casi reali e risposte alle domande più frequenti di chi affronta questi momenti di transizione nel rapporto di lavoro.

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